I tipi di albergatore: casereccio, palazzinaro ed il gabbiano

revenue manager

Nella mia carriera alla reception di hotel ho conosciuto ed ho lavorato (e tuttora lavoro) per diversi proprietari di hotel, ciascuno ha il suo stile di gestione e oggi mi volevo divertire a definire una serie di stereotipi, così per fare due risate e per chiedere ai miei amici lettori se ci si ritrovano e che cosa ne pensano.

La gestione casareccia

In Italia la maggior parte delle strutture ricettive è a conduzione familiare, significa che in hotel lavora dal nonno alla figlioletta teenager che aiuta con le colazioni. In questa famiglia si aggiungono alcuni pezzi esterni al nucleo familiare che possono essere un paio di addetti alla reception, un paio di cameriere ai piani e qualcuno in cucina.
Lavorare in questo ambiente di lavoro è pesante, è un po’ come partecipare ad un’edizione del grande fratello, ogni tua azione è sotto la lente e sotto osservazione. Quante sigarette fumi, quante volte si va in bagno e così via.

Poi ovviamente dipende dallo stile della gestione e dal carattere del capo famiglia, ma molto spesso questo tipo di gestioni sono estremamente “low budget”, si spacca il centesimo su ogni cosa compromettendo inevitabilmente anche la qualità del servizio finale.

Il palazzinaro

Il palazzinaro lo immagino come un signore sulla settantina che nella sua vita da costruttore edile ha costruito anche uno (o più di uno) hotel. La moglie i figli e la parentato in questo caso se ne guardano bene di lavorare in hotel, tutto il personale è quindi assunto come dipendente.
In questo caso, le conoscenze del settore ospitalità del nostro proprietario ex costruttore edile sono a dir poco rudimentali. Quindi la struttura è messa nelle mani di figure professionali che spesso non sono motivate a fare un buon lavoro non avendo ne gli stimoli ne gli incentivi economici.
La buona riuscita della struttura dipende esclusivamente dal direttore messo alla guida della struttura.
Trovare un buon direttore che sia in grado di orchestrare tutto in maniera oculata non è facile.

Il gabbiano

Da dove deriva questo termine? ci vuole un po’ di fantasia e l’ho preso in presto dalla letteratura anglosassone. Il paragone sta nella caratteristica tipica dei gabbiani di volare, posarsi in un punto, lasciare i propri bisogni e subito dopo andarsene da un’altra parte per ripetere l’operazione.
Quindi per me il proprietario “gabbiano” è un proprietario che similmente all’amico palazzinaro descritto sopra è una persona che delega la gestione (non avendone le competenze) ma ogni tanto passa tra i vari reparti lasciando un “bisognino”.
Questi bisognini sono spesso delle emerite cavolate, scelte di gestione nate da chi non ha idea del contesto della gestione ed ha le visione lungimirante di una talpa.

Quindi da receptionist posso dire che trovare un luogo di lavoro che non sia tossico e che permetta di lavorare bene nei vari reparti è meno facile di quanto possa sembrare.

Un suggerimento che mi sento di dare a tutti gli amici proprietari di hotel è di cercare persone in gamba da integrare nello staff della vostra struttura ricettiva e allentate il cappio al collo del personale. Il nostro obiettivo è quello di poter lavorare bene, se il personale ha gli strumenti e la liberata di lavorare bene sicuramente migliora la convenienza economica dell’hotel.

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